12) Hobbes. Guerra e diritto.
Lo stato di guerra di tutti contro tutti  pre-giuridico. Se non
c' legge, non c' neppure ingiustizia, n propriet privata.
Th. Hobbes, Leviatano, primo, capitolo tredicesimo (pagine 160-
161).

Da questo stato di guerra di ogni uomo contro ogni altro uomo
deriva anche come conseguenza che niente pu essere considerato
ingiusto. Le nozioni di diritto e di torto, di giustizia e di
ingiustizia non hanno esistenza in uno stato del genere. Dove non
c' un potere comune non c' legge; dove non c' legge non c'
ingiustizia. La forza e l'inganno sono, in guerra, due virt
fondamentali. La giustizia e l'ingiustizia non sono facolt n del
corpo n della mente. Se lo fossero esse potrebbero trovarsi in un
uomo che vivesse solo nel mondo, cos come i sensi e le passioni.
Esse sono qualit che si riferiscono agli uomini che vivono in
societ, non in uno stato di solitudine. Un'altra conseguenza
dell'anzidetta condizione  che non esiste propriet, n dominio,
n c' un mio distinto dal tuo; ogni cosa  di chi riesce ad
appropriarsene e per tutto il tempo in cui riesce a mantenerla.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagine 458-459.

G. Zappitello, Antologia filosofica,  Quaderno secondo/3.
Capitolo Sette.
13) Hobbes. Come uscire dallo stato di natura.
Per uscire dallo stato di natura sono necessari un misto di
passioni, ma prima di tutto la paura della morte. E' necessaria
inoltre anche la ragione, che suggerisce princpi capaci di
portare la pace.
Th. Hobbes, Leviatano, primo, capitolo tredicesimo (pagine 160-
161).

Tutto questo per quanto riguarda la brutta condizione nella quale
l'uomo  posto dalla semplice condizione naturale; con la
possibilit tuttavia di uscirne, possibilit fondata in parte
sulle passioni, in parte sulla ragione.
Le passioni che spingono gli uomini alla pace sono la paura della
morte, il desiderio di quelle cose che sono necessarie per una
vita confortevole, e la speranza di ottenerle attraverso il
proprio lavoro. E la ragione suggerisce dei principi capaci di
assicurare la pace, sui quali gli uomini possono essere indotti ad
accordarsi. Questi princpi sono quelli che sono anche definiti,
con altre parole, leggi di Natura.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 459.
